Dodici mesi che cambiano tutto
Quando Gian Piero Gasperini è arrivato a Roma nell’estate 2025, la domanda che molti si facevano era semplice: si può esportare il modello Atalanta? Quella macchina da Champions costruita in anni di lavoro a Bergamo, con giocatori scelti per il sistema, un’identità tattica precisa, un ambiente che aveva imparato a interpretare il calcio nello stesso modo — tutto questo poteva funzionare in una piazza completamente diversa?
La risposta, al termine della stagione 2025-26, è inequivocabile: sì. Con alcune variazioni, alcune mediazioni rispetto al dogma bergamasco, ma sì.
Il sistema: 3-4-2-1 e le sue varianti
Gasperini ha adottato a Roma il suo modulo base: il 3-4-2-1. Tre difensori centrali, due esterni di centrocampo con compiti offensivi importanti, due mezzali che attaccano l’area, una punta di riferimento.
La difesa a tre è la scelta tattica più discussa quando un nuovo allenatore arriva in un club abituato alla difesa a quattro. Richiede ai difensori centrali di coprire spazi diversi, di uscire in pressione sul portatore avversario senza la protezione del terzino esterno. Richiede atletismo, lettura del gioco, e — soprattutto — fiducia nel sistema.
A Roma, questo adattamento ha richiesto qualche settimana. Poi, gradualmente, la squadra ha cominciato a interpretare la difesa a tre con la naturalezza che il sistema richiede.
Il pressing come strumento d’attacco
Il dato che racconta meglio il calcio di Gasperini non è quanti gol fa la squadra, ma quanti palloni recupera nella metà campo avversaria. La Roma del 2025-26 ha registrato un numero elevato di recuperi alti — quei palloni vinti a 30-40 metri dalla porta avversaria, che aprono spazi per il contropiede immediato.
Questo tipo di pressing richiede sincronia: se uno dei tre difensori esce per pressare, gli altri devono scalare; se uno dei centrocampisti aggredisce il portatore, il compagno deve chiudere la linea di passaggio più vicina. È un esercizio collettivo continuo, che non lascia spazio all’improvvisazione.
Dopo sei giornate, la Roma era in testa alla classifica con 15 punti. Era il segnale che il pressing funzionava.
Svilar: il quarto difensore
Nel sistema di Gasperini, il portiere non è solo l’ultimo uomo della difesa. È un giocatore che deve saper uscire, coprire gli spazi lasciati dai difensori, giocare quasi da libero moderno. Mile Svilar, con le sue 38 presenze in campionato, ha dimostrato di avere le caratteristiche giuste.
La sua capacità di uscire dall’area, di impostare con i piedi, di anticipare le seconde palle è diventata parte integrante del gioco romanista. Non è un caso che sia lui il giocatore con più presenze stagionali in campionato: Gasperini non lo ha mai sostituito, nemmeno nelle partite meno impegnative.
Le differenze con l’Atalanta
Non tutto il modello atalantino si è trasferito identico. A Bergamo, Gasperini aveva costruito una squadra sugli esterni — Lookman, De Ketelaere, Zappacosta — capaci di percorrere la fascia in entrambe le direzioni con continuità e qualità. A Roma, le caratteristiche dei terzini-centrocampisti erano diverse, e il tecnico ha dovuto adattare le richieste.
Il risultato è un gioco ugualmente aggressivo e verticale, ma con qualche soluzione diversa nella gestione delle fasce. Un adattamento pragmatico, da tecnico esperto, che non ha tradito i principi ma ha saputo mediarli con la realtà della rosa.
Cosa aspettarsi in Champions
La domanda più importante per i tifosi giallorossi non riguarda la stagione passata, ma quella futura. Come si comporterà questa Roma in Champions League?
Il sistema di Gasperini ha dimostrato di funzionare contro le squadre di Serie A. Le formazioni europee — Bayern, Liverpool, Barcellona — hanno più qualità individuale e più velocità di gioco. Il pressing alto rischia di essere pericoloso contro attaccanti capaci di puntare la porta in velocità.
Ma il cammino dell’Atalanta in Europa League nel 2024 — vinta a Dublino contro il Bayer Leverkusen — dimostra che questo sistema può funzionare anche ad alto livello europeo. Con i rinforzi giusti in estate, e con un anno di lavoro in più sul sistema, la Roma ha le basi per fare una figura dignitosa.
Dodici mesi dopo l’arrivo, Gasperini ha consegnato Champions League e una squadra che sa come vuole giocare.
Non è poco.
← Torna alla home