Quando la coppa va storta

Ogni grande stagione porta con sé almeno un rimpianto. Per la Roma 2025-26, la Coppa Italia è stata quello. L’eliminazione agli ottavi di finale contro il Torino — 3-2 per i granata — ha lasciato un sapore amaro in una stagione altrimenti brillante.

Non perché la Coppa Italia sia il trofeo più importante della stagione. Ma perché uscire agli ottavi, contro una squadra di pari livello, vuol dire perdere una competizione che la Roma aveva realisticamente le qualità per vincere.

Come si è arrivati alla sconfitta

La Roma nel 2025-26 era concentrata su due fronti: il campionato (con la Champions come obiettivo dichiarato) e l’Europa League, che poi l’avrebbe eliminata agli ottavi contro il Bologna. La Coppa Italia è diventata, per necessità, il terzo fronte — quello in cui i cambi di formazione sono più frequenti e la concentrazione può vacillare.

Il Torino di Vanoli ha sfruttato questa situazione. Organizzato, pragmatico, capace di sfruttare gli spazi che il pressing alto della Roma lascia nella transizione difensiva. La sconfitta 2-3 complessiva non è stato un caso: è stata il risultato di una squadra granata che aveva preparato la partita con cura.

Le conseguenze nel percorso stagionale

L’uscita dalla Coppa Italia ha avuto un effetto paradossalmente positivo: ha costretto la Roma a concentrare energie su campionato ed Europa League. Con meno partite da gestire nel calendario fitto di dicembre-gennaio, Gasperini ha potuto mantenere fresca la condizione fisica dei titolari nei momenti cruciali.

Che questo calcolo fosse consapevole nella dirigenza, è difficile dirlo con certezza. Ma il fatto che la stagione sia poi culminata con la qualificazione Champions lascia intendere che le priorità erano chiare fin dall’inizio.

Il Torino, un avversario da rispettare

Vale la pena riconoscere il merito del Torino. La squadra piemontese ha attraversato una stagione dignitosa, con una solidità difensiva che l’ha resa scomoda per tutti. Eliminare la Roma agli ottavi — anche se la Roma era seconda per scelta — è un risultato che il club granata può ricordare con orgoglio.

Nel calcio, non tutte le sconfitte sono imbarazzanti. Questa era uno di quei ko che fa male sul momento, ma che nella prospettiva della stagione intera si ridimensiona di molto.

Cosa resta di questa Coppa

La Roma ha la Conference League del 2022 e l’Europa League del 2023 (secondo posto) come riferimenti recenti nella bacheca dei trofei. La Coppa Italia rimane un obiettivo non ancora raggiunto nella gestione Friedkin, nonostante gli sforzi.

La prossima stagione, con la Champions che riempirà il calendario autunnale, la Coppa Italia tornerà ad essere una competizione in cui la Roma dovrà decidere chiaramente le priorità. Gasperini, da tecnico pragmatico, lo farà.

Ma per ora, l’eliminazione di quest’anno serve come promemoria: ogni trofeo ha il suo valore, e nessuno va regalato.

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